A cura del Team Finanza e Controllo

Coordinatore del Team: Andrea Spensieri

Vice-Coordinatori: Alessandro Pistagnesi, Stefano Casoni, Domenico Tolomeo, Guido Alberto Micci

Contributi tecnici: Marco Curti, Stefano Casoni, Guido Alberto Micci

 

 

Valutazione d’Azienda: pianificazione e controllo

A cura di Guido Alberto Micci

Abbiamo visto nei precedenti contributi quanto sia importante conoscere il valore della propria impresa e quali siano i principali metodi di valutazione utilizzati sul mercato.

Sono state fornite anche diverse indicazioni sulle modalità attraverso le quali le nostre imprese, in particolare le PMI, possano accrescere il proprio valore: aggregazioni, apertura al capitale di terzi, sinergie industriali e commerciali, investimenti in nuove tecnologie e in sostenibilità, collaborazioni con centri di ricerca pubblici e privati, apertura al know-how manageriale di consulenti esterni, ecc.

Se si vuole conoscere a fondo un’impresa bisogna scavare, analizzandone ogni sfaccettatura, dalla più superficiale alla più radicata. È sicuramente utile indagare su elementi tangibili e concreti come le performance economico-finanziarie, i numeri, il fatturato ma allo stesso tempo anche tutti gli aspetti all’apparenza accessori ma estremamente indicativi come la storia, il posizionamento del brand e la credibilità di chi è ai vertici.

Tra tutti questi elementi però ne spicca uno che può essere più indicativo di altri e dirci molto dell’azienda in oggetto: l’Ebitda (Earning Before Interest Tax Depreciation Amortization, ossia: utile prima di interessi, tasse, svalutazioni e ammortamenti).

Questo indicatore ci informa della capacità dell’impresa di stare sul mercato perché fornisce un dato importante: quanto reddito operativo è in grado di generare per unità di fatturato. L’Ebitda non viene influenzato da investimenti, finanziamenti, politiche straordinarie o fiscali; esso fornisce quindi una visione chiara della redditività operativa e della capacità di generare cassa di un’azienda. Un altro vantaggio chiave dell’Ebitda risiede nella sua capacità di rendere comparabili aziende di diverse dimensioni e settori.

Generalmente un Ebitda basso, soprattutto se comparato a quello dei diretti competitor, è indicatore di un’organizzazione non sufficientemente adeguata, e il tutto si riflette sul valore dell’azienda. Per esempio, l’assenza di un sistema di gestione e monitoraggio dei principali rischi aziendali è indice di un assetto organizzativo inadeguato, nonché di un’azienda che vale di meno.

Non si può misurare ciò che non si conosce, e non si può controllare ciò che non si misura.

Ecco perché la valutazione intesa come “auto-diagnosi” è rilevante non solo nelle operazioni di finanza straordinaria ma anche a supporto delle scelte di gestione; in tale ambito, la stima del valore è importante soprattutto ai fini della pianificazione strategica, ad esempio per selezionare strategie alternative e per misurarne il valore.

Il piano industriale deve trasformarsi in uno strumento di pianificazione, programmazione e controllo insostituibile per sostenere nel tempo la continuità aziendale. Sapere come realizzarlo, anche per le PMI, è fondamentale. La sua elaborazione consente, infatti, un migliore controllo dell’impresa, del suo ambito competitivo e, soprattutto, aiuta a tradurre in termini quantitativi gli obiettivi strategici dell’azienda, permettendo poi un mirato controllo ex post e la conseguente impostazione di misure correttive.

L’arena competitiva è caratterizzata da una dinamicità senza precedenti, richiedendo a tutte le imprese, anche quelle di dimensioni minori, di adottare approcci strategici e sistemi di controllo sofisticati per prosperare in un ambiente in costante cambiamento. In questo contesto, la pianificazione e il controllo emergono come due elementi fondamentali, lavorando sinergicamente per accrescere il valore di un’azienda e posizionarla in modo strategico sul mercato.

La pianificazione strategica rappresenta la bussola che orienta un’azienda verso il successo a lungo termine. Un piano strategico ben definito fornisce una visione chiara degli obiettivi aziendali, stabilendo una direzione coerente per le decisioni e le azioni quotidiane. La creazione di una visione a lungo termine permette all’azienda di posizionarsi in modo proattivo nel mercato, anticipando le tendenze e capitalizzando sulle opportunità emergenti.

Un elemento chiave della pianificazione strategica è l’analisi SWOT, che permette di valutare le forze interne, le debolezze, le opportunità e le minacce esterne. Questa analisi fornisce una base solida per la definizione di obiettivi realistici e la formulazione di strategie che sfruttino i punti di forza e mitighino le vulnerabilità.

La pianificazione operativa è il passo successivo, traducendo la strategia aziendale in azioni concrete. Definire piani operativi dettagliati, assegnando risorse in modo efficiente, è essenziale per implementare con successo la strategia a livello pratico. In questo contesto, la flessibilità è cruciale; un piano operativo dovrebbe essere adattabile alle mutevoli dinamiche del mercato, consentendo all’azienda di rispondere in modo tempestivo a cambiamenti imprevisti.

La sinergia tra una visione strategica a lungo termine e la precisione di esecuzione operativa è il cuore della pianificazione aziendale efficace. Nell’implementazione di queste strategie, entra in gioco la seconda metà del binomio: il controllo aziendale.

Il controllo aziendale è il timone che guida l’azienda attraverso l’implementazione delle strategie stabilite nella fase di pianificazione. Questo processo essenziale si basa su meccanismi di monitoraggio e valutazione per garantire che l’azienda stia avanzando nella direzione giusta e che gli obiettivi prefissati vengano raggiunti.

Tra le componenti chiave del controllo aziendale:

  • KPI: la bussola della performance

L’identificazione e il monitoraggio di Indicatori Chiave di Performance (KPI) sono fondamentali per valutare l’efficacia delle azioni intraprese. I KPI dovrebbero essere in linea con gli obiettivi strategici e forniscono una panoramica chiara delle prestazioni aziendali. Monitorare fattori come la redditività, la soddisfazione del cliente e l’efficienza operativa consente di apportare correzioni tempestive e mantenere l’allineamento con la strategia globale.

  • Meccanismi di controllo interno: garanzia di solidità operativa

L’implementazione di meccanismi di controllo interno è cruciale per garantire la solidità operativa e prevenire inefficienze o errori significativi. Questi possono includere revisioni regolari dei processi, audit interni e procedure di reportistica chiare. La creazione di un ambiente in cui il controllo è integrato nella cultura aziendale contribuisce a garantire la conformità normativa e la coerenza nelle operazioni quotidiane.

  • Flessibilità e adattabilità: la chiave della sostenibilità

Il controllo aziendale deve essere dinamico e adattabile. Un approccio troppo rigido potrebbe non tener conto di cambiamenti repentini nell’ambiente commerciale o di nuove opportunità emergenti. La flessibilità nel sistema di controllo consente all’azienda di apportare aggiustamenti in tempo reale, mantenendo la rilevanza delle strategie di pianificazione in un panorama aziendale in continua evoluzione.

  • Sinergia tra pianificazione e controllo: un ciclo virtuoso

La sinergia tra pianificazione e controllo è la chiave per accrescere il valore aziendale.

Mentre la pianificazione stabilisce la direzione e gli obiettivi, il controllo offre il feedback necessario per migliorare continuamente le strategie e le operazioni. Un ciclo virtuoso di pianificazione, esecuzione, controllo e adattamento consente all’azienda di mantenersi agile e resiliente di fronte alle sfide del mercato.

In conclusione, l’azienda moderna deve abbracciare la pianificazione e il controllo come pilastri fondamentali per accrescere il proprio valore. La pianificazione fornisce la visione e la direzione, mentre il controllo garantisce un’implementazione efficace e adattabile nel tempo. Integrando questi processi in un ciclo continuo, un’azienda può non solo prosperare nel presente, ma anche guidare con successo il proprio futuro.

Conclusioni

Dunque la valutazione del valore dell’Azienda è un’attività complessa che parte dal “perché” e si sviluppa in un “come”.

Indipendentemente dai metodi utilizzati, il valore tenderà sempre a ciò che il mercato da come valore.

Per quanto ci si possa inerpicare sulle metodologie, che giustamente hanno il merito di utilizzare metodi oggettivi, resterà sempre una componente soggettiva ad influenzare quel valore che altro non è se non il prezzo di mercato del bene aziendale.

Per questo motivo, ciò che è consigliabile è sempre di massimizzare il valore della profittabilità della propria azienda per mantenere il valore finale elevato attraverso un’organizzazione efficiente, recuperando marginalità e investendo sugli assets aziendali e con essi per prime le persone, senza le quali non esisterebbe l’Azienda.

AICIM ed AISOM, attraverso i Team di lavoro e i Tools operativi come i checkup, si impegnano da sempre per favorire lo sviluppo delle PMI e quindi il valore delle Aziende associate.

AICIM (vedi www.aicim.it) offre dei modelli di analisi (BDS) nonché gli esperti (AMBASSADOR) che aiutano l’imprenditore a capire quali sono gli elementi principali da monitorare e migliorare, ovvero gli elementi di base per costruire un piano industriale di successo.

La strada verso lo sviluppo, la crescita dimensionale e la creazione di posti di lavoro richiede l’applicazione di metodologie, tecniche, analisi, studio dei KPI che rendono flussi e processi governabili verso il massimo risultato con le persone e per le person