A cura di Mario Corsini 

 

Negli incontri del tavolo HR questi temi sono stati spesso motivo di confronto e discussione fra le persone essendo un tema estremamente attuale, soprattutto perché oggi non basta più motivare le persone. I collaboratori hanno bisogno di trovare un significato nel proprio lavoro, sentirsi valorizzati e crescere professionalmente. In un mondo caratterizzato da cambiamenti continui, incertezza e sovraccarico di informazioni, il ruolo del leader cambia profondamente. 

Questo mio articolo non vuole essere la soluzione a tutto (la bacchetta magica mi si è rotta) ma voglio semplicemente fare alcune riflessioni “a voce alta” e cercare di fornire “strumenti pratici” per aumentare coinvolgimento, responsabilità e motivazione delle persone. L’argomento avrebbe bisogno di una ben più ampia riflessione e discussione, molti dei suggerimenti e dei consigli sono motivo di confronto in aula con manager direttori e responsabili aziendali. Ho cercato di sintetizzare.  

La domanda da cui partire è “Perché oggi è sempre più difficile coinvolgere le persone?” 

Le regole del lavoro sono cambiate, le persone oggi sono motivate e cercano 

  • Un significato a quello che fanno “perché facciamo questo” 
  • Autonomia operativa ma “sentirsi parte di una squadra non semplici dipendenti “la fiducia genera autonomia l’autonomia genera responsabilità 
  • Possibilità di crescita, “le persone rimangono dove imparano” 
  • Equilibrio tra vita e lavoro “nel tempo libero voglio poter coltivare le mie passioni” 
  • Riconoscimento e gratificazione per quello che si fa “il riconoscimento costa poca e vale tantissimo” 

Non lavorano più soltanto per lo stipendio. Non è più la sola leva economica ad attrarre e trattenere i collaboratori incidono tantissimo i fattori sopra elencati. Un altro dato è che il mondo è in contino cambiamento ed evoluzione e viviamo in un contesto caratterizzato da 

  • cambiamenti continui  
  • intelligenza artificiale  
  • incertezza globale  
  • velocità  
  • sovraccarico informativo  
  • nuove generazioni  

Il problema non è il cambiamento lo si è sempre vissuto e fa parte della evoluzione naturale delle cose, il problema vero è la velocità del cambiamento questo crea nuove sfide per chi deve guidare delle squadre di persone o essere il punto di riferimento di una squadra. Una volta il manager controllava, 

Oggi deve sapere: 

  • coinvolgere  
  • sviluppare  
  • ispirare  
  • facilitare  

Vi è una notevole differenza fra un Capo che ottiene obbedienza ed un Leader che ottiene partecipazione, i risultati sono completamente diversi. Bisogna anche analizzare i motivi per il quale oggi le persone abbandonano l’azienda e non lasciano l’azienda come “struttura’’ ma lasciano: 

  • il proprio responsabile  
  • la mancanza di ascolto  
  • la scarsa comunicazione  
  • la mancanza di prospettive  

Quasi tutte queste motivazioni sono riportabili alla capacità relazionale di comunicazione di entrare in empatia e di saper stimolare con visione e prospettiva le persone, capacità che fino a qualche anno fa non erano richieste oggi sono diventate fondamentali. Bisogna anche ricordare i fattori che demotivano le persone: 

  • Criticare sempre (la continua critica non porta crescita) 
  • Controllare ogni dettaglio (la persona non sente fiducia nei suoi confronti) 
  • Non ascoltare. 
  • Cambiare continuamente idea. 
  • Non mantenere le promesse (mancare gli accordi presi è deleterio) 
  • Ignorare i risultati non gratificando chi li ha ottenuti  
  • Favoritismi ingiustificati. 
  • Mancanza di chiarezza. 

Come abbiamo già accennato prima cosa motiva davvero un collaboratore? 

  • Avere fiducia (sentire che il nostro responsabile si fida di noi) 
  • Ricevere feedback (sul lavoro svolto ed i risultati ottenuti) 
  • Sentirsi utili ed essere coinvolti (far parte di un progetto di una comunità/tribù) 
  • Poter decidere (aver autonomia) 
  • Sentirsi rispettati come persone  
  • Vedere realizzato e valorizzato il proprio contributo. 

Se le persone conoscono la meta finale e sanno cosa fare, perché farlo e come misurare il successo, saranno propense a dare il massimo.  

Chi non conosce la meta difficilmente darà il suo massimo potenziale. 

In questa epoca storica vi sono alcune domande che ogni giorno un leader in maniera sincera ed interessata dovrebbe fare e farsi, per mantenere ‘’viva’’ la sua presenza, alta la motivazione ed il senso di appartenenza. Alcune sono queste: 

  • Come posso aiutarti? 
  • Di cosa hai bisogno? 
  • Cosa ti impedisce di lavorare meglio? 
  • Cosa hai imparato questa settimana? 
  • Di cosa sei orgoglioso? 
  • Cosa possiamo migliorare? 
  • Come immagini il tuo futuro qui? 

Motivare non significa fare il tifo, Motivare significa creare le condizioni. Le persone si motivano quando trovano competenza, autonomia, responsabilità riconoscimento. 

Se vogliamo trattenere ed attirare le persone anche il ruolo del Direttore dovrebbe essere un po’ cambiato, dovrebbe dedicare il suo tempo a 

  • 10% controllare 
  • 30% organizzare 
  • 60% sviluppare e far crescere le persone 

Le aziende crescono quanto crescono i loro collaboratori. 

Vi sono inoltre competenze che sono e verranno sempre più richieste in futuro, come l’intelligenza emotiva, l’ascolto, la comunicazione, il coaching, la delega, saper far vedere e trasferire una visione, essere abili nella gestione del cambiamento, la capacità di far crescere i talenti e tante altre. Queste capacità una volta non erano necessarie oggi sono fondamentali! 

Tre suggerimenti di azioni da fare da domani: 

  1. Ogni settimana dedica 30 minuti a un collaboratore. 
  1. Fai almeno un riconoscimento sincero al giorno. 
  1. Chiedi più spesso “Come posso aiutarti?” 

Riflessione. 

“Le aziende non cambiano quando cambiano i processi. Cambiano quando cambiano le persone. E le persone cambiano quando incontrano leader capaci di far emergere il meglio che hanno dentro.” 

Immagina un giardiniere con due semi identici. Uno lo pianta in un terreno fertile, lo annaffia, lo espone alla luce e si prende cura della sua crescita. L’altro lo lascia in un vaso senza attenzione. Dopo qualche mese, il primo è diventato un albero robusto, il secondo è rimasto un germoglio. 

La domanda è: la differenza era nel seme o nell’ambiente? 

Lo stesso vale per i collaboratori. Il compito di un leader non è “creare” il talento, ma costruire l’ambiente in cui quel talento possa esprimersi. 

“Le persone dimenticano ciò che hai detto, dimenticano ciò che hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire” 

– Maya Angelou